Umbria&jazz, che binomio

Umbria&jazz, che binomio

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Ho memoria dell’importante Festival di musica jazz che si tiene in Umbria. Per anni, è stata ed è certamente la manifestazione più importante per quanti amano il jazz e per l’importanza degli artisti che vi partecipavano provenendo da varie parti del mondo.
La verità è che la crisi, nella sua costante emergenza, ha messo in difficoltà molte manifestazioni teatrali, cinematografiche e musicali, il che non è un bene, anzi è decisamente un male.
La cultura è importante, perché aiuta a vivere e perché impedisce che troppe persone mettano da parte il cervello e agiscano come capita.
Mi auguro, perciò, che il festival jazz dell’Umbria continui a proporre le grandi occasioni musicali che ha sempre proposto.
L’Umbria - sarà una mia fissazione -, si presta particolarmente a dare una bella scenografia a queste manifestazioni.
Ricordo ancora una volta il festival di Todi, del quale mi occupai in passato e del quale ora si occupa, con grande esperienza, Silvano Spada.
Tornando al festival del’'Umbria jazz per un periodo, se ne occupò Renzo Arbore, che di musica è sempre stato un frequentatore e studioso, particolarmente proprio del jazz.
Quando mi occupavo del festival di Todi cercai anche un gemellaggio con Umbria jazz e forse lo avremmo raggiunto, se non fossero intercorsi altri problemi durante la trattativa.

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