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Pd: Gori, 'può puntare al Nord, qui Lega mostra sue crepe'

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Milano, 5 ago. (Adnkronos) - Al Nord "qualche crepa nel blocco di consenso" della Lega "si comincia a intravedere anche per i segni lasciati dalle vicende della sanità lombarda". Ne è convinto il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, esponente di spicco del Pd, che invita il partito a puntare al Nord, abbandonando l'agenda "orientata alla protezione" che sta seguendo insieme al Governo.

"Il Pd - dice in un'intervista a Repubblica - ha davanti l'occasione della vita: rappresentare la parte più moderna ed europea del Paese. Sta a noi andarle incontro o lasciarla alla destra". Gli effetti della nuova Lega, diversa dal vecchio partito federalista, dice di "percepirli concretamente" nella sua Bergamo e continua a chiedere un "cambio di rotta" al Pd e al suo segretario Nicola Zingaretti. "Salvini parla ossessivamente solo di immigrazione, ma qui le fabbriche chiuderebbero senza i lavoratori di origine straniera".

Il Pd può diventare il partito del Nord "comprendendo le difficoltà, le potenzialità e le attese di artigiani, commercianti, imprenditori, partite Iva, liberi professionisti, autonomi, operai - non solo del Nord -, la maggior parte dei quali fatica oggi a trovare ragioni per votare il centrosinistra e il Pd". Se non farà così, "qui continueremo a non toccare palla, se non in qualche città. In Lombardia è così da 25 anni, nel Veneto idem. Fa eccezione l'Emilia-Romagna, dove non a caso abbiamo vinto puntando sulla relazione coi ceti produttivi". Alle prossime regionali in Lombardia, per esempio, "c'è tutto lo spazio per attaccare Fontana sulla gestione dell'emergenza sanitaria, largamente insufficiente".