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Sport: Asi, una rivoluzione culturale per mettere sport al centro della ripartenza del Paese (2)

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(Adnkronos) - “Il 42% delle associazioni che promuovono lo sport pensa di cessare l'attività entro l'anno”, ha detto il Presidente di Sport e Salute, Vito Cozzoli. “L'impatto dell'emergenza Covid sul comparto sportivo è stato e sarà pesantissimo. Abbiamo elaborato una indagine su oltre 34mila associazioni che mostra un sistema sportivo in grande difficoltà ma che fa di tutto per reagire. Già l'8% di chi a febbraio non aveva riaperto ha cessato l'attività. Le 100mila società sportive sono l'ossatura sociale e civile del Paese in tutti gli 8mila comuni italiani A risentire della crisi, anche i collaboratori sportivi che abbiamo sostenuto. La scuola primaria deve essere il punto di partenza. Per quanto riguarda i luoghi dello sport, abbiamo censito 77mila impianti sportivi che devono essere ripensati e aggiornati alla pratica sportiva e valorizzati per la propensione sociale”.

Concorda sul tema Rossana Ciuffetti, Direttore della Scuola dello Sport del Coni: “Fondamentale che lo sport diventi diritto costituzionale e introdurre l'insegnante di educazione fisica già dalla scuola primaria”. “Mi auguro che lo sport sia uno dei temi che unisca la politica”, ha detto il Sottosegretario del Ministero della Salute Andrea Costa. “Lo Stato deve investire perché lo sport diventi cultura”. Il Sottosegretario ha poi sottolineato l'importanza, “che nelle scuole elementari ci sia presenza di docenti che insegnino che lo sport è anche rispetto delle regole, a socializzare e a creare relazioni”.

Sul momento emergenziale, lancia l'allarme Paolo Barelli, Presidente della Federnuoto: “Se non vengono messi subito 2 miliardi di euro a disposizione del sistema sportivo, intendo per associazioni, attività sportive e per chi gestisce gli impianti, conteremo il danno in termini sociali e poi agonistici”. “Dal punto di vista sportivo – sottolinea anche Carlo Mornati, Segretario Generale del Coni – la situazione è drammatica”. Il settore “produce un miliardo e mezzo di contribuzione fiscale: è riduttivo persino parlare di due mld, vuol dire che il Governo mette lo sport in serie C. Serve dare una boccata d'ossigeno, e dopo potremo parlare di libro dei sogni. Lo sport rientri a pieno diritto in uno dei settori strategici del Paese”.