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Salute: cardiologi, 'cuore in sicurezza con device hi-tech e farmaci innovativi'

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Roma, 27 set. (Adnkronos Salute) - Il cuore "è sempre più in sicurezza grazie allo sviluppo dei nuovi farmaci contro il colesterolo o lo scompenso cardiaco, sempre più performanti, e grazie alla tecnologia con device 'hi-tech' che migliorano la qualità della vita dei pazienti". A fare il punto per l'Adnkronos Salute è Giovanni Esposito, presidente della Società italiana di cardiologia interventistica (Gise), in occasione del World Heart Day che si celebra giovedì.

"Ci sono oggi farmaci di ultima generazione che ampliano la capacità della medicina personalizzata - spiega Esposito - e che hanno una elevata efficacia perché agiscono su meccanismi specifici come quello che regola il colesterolo. Ci sono terapie che, utilizzando la piattaforma a mRna che abbiamo visto all'opera nei vaccini anti-Covid, possono abbassare il colesterolo per 6 mesi. Oppure pillole mensili che riducono l'Ldl cattivo dell'85%".

In cardiologia lo sviluppo tecnologico è sempre stato il motore per arrivare a nuove possibilità di cura o di intervento, fin dal lontano 1967 con il primo trapianto di cure effettuato da Christiaan Barnard in Sudafrica. "Nel settore dei device abbiamo delle nuove valvole cardiache - osserva Esposito - che possono essere impiantate in modo invasivo e hanno la stessa performance. Sono sistemi per il trattamento di patologie valvolari negli anziani che fino a poco tempo fa non potevano essere operati. Poi - osserva - ci sono oggi micro pacemaker che vengono impiantati direttamente con un piccolo catetere dalla vena femorale fino all'apice del cuore e che nell'operazione non lasciano la 'tasca' che prima si vedeva sul petto". Anche sul fronte della telemedicina "ormai possiamo controllare da remoto la salute del cuore dei pazienti senza costringerli a venire in ospedale o in ambulatorio".

"Si parla tanto di prevenzione secondaria per chi ha avuto già un evento cardiovascolare - ricorda il presidente della Società italiana di Cardiologia interventistica - ma il check-up del cuore dovrebbe essere parte della prevenzione primaria, dobbiamo prevenire la malattia e non intervenire quando ormai l'albero coronarico è compromesso. Quindi - suggerisce - occorre agire sui fattori di rischio, dal colesterolo al diabete, ma serve una cultura della prevenzione anche con la comunicazione nelle scuole partendo dall'alimentazione a stili di vita più sani".

"Abbiamo la dieta mediterranea che è stato un baluardo di una alimentazione equilibrata e non dobbiamo abbandonarla per altri regimi. E poi, dopo l'emergenza pandemica, dobbiamo tornare a essere attivi a fare sport", conclude.