Cerca

Salvare i nonni dall'Ictus, missione da supereroi per i bambini

Milano, 19 ott. (askanews) - Un milione di bambini con una missione da supereroi: salvare i propri nonni. Con questa idea è nata "Fast Heroes", la campagna internazionale rivolta alle scuole primarie che ha lo scopo di aumentare la conoscenza dei sintomi dell'ictus e la consapevolezza dell'importanza di un'azione immediata. Ideato da un'università di Salonicco, il progetto è ora arrivato anche nella città metropolitana di Milano, grazie alla collaborazione dell'Ufficio scolastico territoriale meneghino del ministero dell'Istruzione e dell'Associazione per la Lotta all'Ictus Cerebrale, A.L.I.Ce. Lombardia. Nella fase pilota sono coinvolti 300 bambini di due istituti scolatici.

"L'ictus - ha detto ad askanews la neurologa Maria Vittoria Calloni, già responsabile Stroke Unit dell'Ospedale di Legnano e Presidente A.L.I.Ce. Legnano - rappresenta la terza causa di morte nei Paesi occidentali e la prima causa di invalidità, a seguito di un episodio che può lasciare esiti permanenti, a volte anche molto gravi. Parliamo di ictus ai bambini, perché sappiamo che, nella maggior parte dei casi l'ictus colpisce le persone più anziane e nel 70% dei casi all'incirca colpisce persone di oltre 65 anni".

In pratica, dato che spesso sono proprio i bambini a vivere con i nonni per buona parte della giornata, mentre i genitori sono al lavoro, la campagna vuole rendere consapevoli anche i più piccoli di cosa è possibile fare in caso di ictus, chiamando rapidamente il 112 e segnalando l'emergenza. E per questo ai piccoli vengono spiegati i possibili sintomi di un attacco.

"I bambini - ha aggiunto la dottoressa Calloni - devono sostanzialmente imparare a capire quando ci sono dei segnali di allarme: per esempio la deviazione della bocca quella che chiamiamo la 'bocca storta'; oppure improvvisamente la persona perde l'uso di un braccio fa cadere un oggetto che teneva in mano; o ancora vede in maniera sdoppiata o ancora non riesce a esprimersi in modo coerente o sbaglia le parole".

Il punto è che l'intervento tempestivo, grazie a diverse tipologie di farmaci sviluppate negli ultimi anni, riduce significativamente il rischio di danni gravi permanenti. "Questa campagna secondo me è decisiva, la vedo benissimo - ci ha detto Franco Groppali, presidente di A.L.I.Ce Lombardia - è proprio quello che mancava nelle azioni che mirano a promuovere la prevenzione e la cura dell'ictus. Puntare sui bambini è la cosa più giusta, sono spugne che assorbono informazioni. A parte lo scopo più che lodevole di salvare il nonno, io vedo anche un vantaggio successivo: questi bambini, quando saranno cresciuti porteranno con loro queste informazioni che hanno assorbito".

La risposta dei bambini, ci dicono gli organizzatori, è stata estremamente positiva e, in base all'indagine internazionale condotta sulla scorsa edizione, dopo aver partecipato al progetto, il riconoscimento dei sintomi dell'ictus da parte dei bambini cresce dal 35 all'85 per cento, mentre la conoscenza del numero di emergenza da comporre per chiamare l'ambulanza passa dal 40 per cento fino al 100 per cento.